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I primi ritrovamenti e l'origine del toponimo | I Visconti ad Albizzate| Oratorio Visconteo | Villa Taverna

STORIA

Oratorio Visconteo

Costruita dai Visconti nella seconda metà del 1300, contiene affreschi databili alla fine dello stesso secolo.

Conosciuta come San Venanzio per una prima errata interpretazione delle storie narrate dagli affreschi, si presenta come una struttura a navata unica con abside semicircolare rivolta ad oriente in cui si aprono due monofore a ritmare le 12 figure degli apostoli. Sopra questi, nel catino absidale, la figura di Gesù "in Maestà contornato dai simboli evangelisti, forse di un pittore diverso autore anche dei profeti nei tondi dell'arco, che racchiude l'ingresso all'abside, alla cui base campeggiano gli stemmi viscontei".

I dipinti alla parete sinistra narrano la storia di San Giovanni Battista in 24 riquadri: dall'apparizione dell'Arcangelo Gabriele a Zaccaria al ritrovamento delle relique del santo con la consegna della testa ad un vescovo.Fanno parte del racconto alcuni episodi poco noti, ma riportati dalla fonte ispiratrice dell'autore: la Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine. Nella parte destra vi è l'unico esempio in Lombardia nella pittura trecentesca che narri la vita di San Ludovico da Tolosa, spesso invece attestata in ambiente toscano.

In questi dipinti vi è un'attenta e minuziosa rappresentazione del reale che si estrinseca nella raffigurazione di elementi della vita quotidiana (vasi, panieri, vesti, acconciature), nella caratterizzazione dei personaggi, nella gestualità che sottolinea avvenimenti e sentimenti.

La facciata dell'oratorio ospitava in prossimità del colmo del tetto uno stemma visconteo, oggi non più visibile, mentre le aureole, ancora visibili perché realizzate in bassorilievo, recavano figure di santi, una Annunciazione e un gigantesco San Cristoforo, che all'epoca veniva ritenuto di buon augurio e quindi spesso raffigurato sulle chiese di campagna in Lombardia.
L'Oratorio, divenuto per la sua importanza storico-artistica Monumento Nazionale, costituisce una testimonianza unica del processo di evoluzione del gusto e della cultura trecentesca della fine del XIV che porterà all'affermarsi di una corrente con caratteristiche puramente lombarde.